14 May 2007

SI POSSONO AUMENTARE LE PENSIONI MINIME? Dove trovare i fondi? ABOLIAMO LE PROVINCE!!!

LA PARABOLA DEL FEDERALISMO INACIDITO.

Oggi vorrei intervenire su un tema non nuovo e svincolato dall'argomento dei versanti tipica del blog. Una questione che però pregiudica il buon funzionamento del nostro Stato. Parliamo di spese inutili. Parliamo di province.

Il nostro è un Paese bizarro, dove le cose vengono prese sempre dal verso errato, dove anche da una buona idea vengono tratte iniziative che tendono a rendere inefficaci tutte le buone intenzioni.

Questo è accaduto, ad esempio, per l'approccio italiano al federalismo. Questo concetto dovrebbe rendere responsabili gli enti di amministrazione locale sulle questioni della finanza pubblica ed interpretare meglio le esigenze della gente per naturali condizioni di prossimità. Una bella idea, lanciata nel dibattito politico dalla Lega Nord e fatta rapidamente propria da quasi tutte le numerosissime forze politiche italiane. Destra e sinistra si sono riempite la bocca con questa parola che le rendeva inconsciamente accomunate all'efficienza burocratica della Repubblica Federale Tedesca.

Invece abbiamo creato la farragginosità all'italiana, come sempre. La legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3, che ha modificato il Titolo V della Costituzione ha introdotto il bel principio della sussidiarietà, fissando un elenco di dicipline di competenza dello Stato centrale e delegando tutte le altre agli enti locali. Questa bella occasione è stata però sprecata, trasformandosi nella fonte di innumerevoli conflitti di attribuzione, opportunità sfruttatissima da amministratori di tutti gli enti e di tutti i Partiti per scaricare le angustie degli insuccessi conseguiti. I cui effetti devono essere subiti dai cittadini anche in modo drammatico (video).

Ma il vento di autodeterminazione ha portato, come effetto politico, alla creazione epidemica di nuove province. Le prime avvisaglie le abbiamo scorte nel 1992, quando ne vennero create 7. Ma recentemente siamo alla pandemia. Nel 2004 sono state istituite altre nuove province, portando il numero complessivo a 109.

Ora una domanda. Ma a cosa servono le province? Quante volte vi recate presso uno sportello di questi enti per ottenere un servizio? Quali sono le funzioni così delicate e non delegabili a regioni e comuni?

La mia opinione è quella di trasferire le funzioni ed il personale delle province ad altri enti locali, abolendo però tutti gli organi politici elettivi (consilio e giunta), inutili, burocratici e costosi.

Ogni cricca politica locale verifica in continuazione la possibilità di istituirne di nuove e bizzarre, al solo fine di incamerare nuove poltrone. Secondo informazioni che sono riuscito a ricavare dalla rete il complesso delle amministrazioni provinciali costa dai 17 ai 20 miliardi di euri all'anno. Equivalgono a circa 35.000 miliardi delle vecchie lire!!

Non avrei nessuna compassione per l'assesorame costretto a trovarsi un lavoro, privato delle auto blu e senza superstipendio. Viceversa sento molta compassione nei confronti dei molti pensionati costretti a vivere con poche centinaia di euri al mese, spesso pagando anche un affitto.

Perché dobbiamo continuare ad ingrassare assessori e consiglieri, senza che questi abbiano competenze utili ai cittadini? E' un fenomeno che ci ricopre di ridicolo nei confronti del mondo. Perché mantenere tanti anziani in condizioni di indigenza? E' una colpa che ci ricopre di vergogna.

Non è facile, ma un'inversione di rotta è possibile. Le amministrazioni provinciali costituiscono nel loro insieme una nave difficile da mantenere in funzione ed onerosa da alimentare. Ma se dovesse naufragare nessuno la rimpiangerebbe.

Nella foto: suddivisione dell'Italia in province.

5 comments:

LAURA said...

D'accordissimo con te. O aboliamo le province o le regioni, questi due enti insieme non sono necessari, uno dei due è di troppo.

piesal said...

Hai colto in pieno il problema. Nel nostro Paese è proprio la pluralità di "doppioni" amministrativi che danneggiano in modo multiplo il cittadino, per il costo diretto degli stessi e per il guazzabuglio decisionale che ne deriva.

Anonymous said...

E se pensi che le stesse sono state definite ente inutile da sopprimere già da svariati decenni, credo che una risata possa scapparci,seppur amara. Ma sai, son poltrone e tante, fatto il conto del numero delle provincie italiane. Come si dice "pecunia olet", eccome se "olet"! :-(
Saluti da VoxNova.

piesal said...

Ciao VoxNova. Purtroppo, tra i tanti tipi di pecunia, quella guadagnata abbondante e senza fatica olet tantissimo!!!!

lorenzo said...

La necessità della abolizione delle Province dopo la nascita delle Regioni è apparsa chiara fin dai primi momenti e le proposte, anche di autorevoli esponenti politici, sono cominciate decenni fa. Nel tempo la richiesta è stata reiterata sempre più frequentemente in modo trasversale da più settori della società determinando di fatto un largo consenso . Incredibilmente fino ad oggi non vi è stata traccia di proposte concrete. In assenza di iniziative più qualificate di teorici preposti, per passare dalle parole ai fatti, dal lamento continuo alla proposta, un gruppo di semplici cittadini di cui sono portavoce, notte dopo notte, con il contributo di specialisti e di amici che intendono metterci del proprio per cambiare le cose, ha messo a punto una proposta concreta, con un percorso preciso per arrivare alla Abolizione delle Province. A tal fine è stato pubblicato un blog (www.aboliamoleprovince.it) che Vi prego di visitare. Saluti